La Collezione antica comprende le testimonianze materiali della cultura del periodo della dominazione romana, raccolte su tutto il territorio dell'Istria. Sebbene i conflitti di Roma con gli Istri, la popolazione autoctona della penisola, fossero iniziati già alla fine del III secolo a.C., di importanza cruciale per l'inizio della romanizzazione dell'Istria fu la conquista di Nesazio., il principale insediamento istriano e sede del re Epulone, nel 177 a.C. Il processo di romanizzazione si intensificò notevolmente in epoca cesariana, a metà del I secolo a.C., quando fu introdotta la divisione catastale dei terreni e gli antichi insediamenti istriani di Pola e Parentium divennero colonie di cittadini romani. Queste città si trasformarono in centri di vita sociale, amministrativa, religiosa e commerciale, ed erano modellate secondo gli elevati standard urbanistici romani. Nelle colonie romane, come centri di romanizzazione, furono presto adottati la lingua e la scrittura latina, la valuta romana, il sistema di misurazione, i costumi religiosi e altre usanze. Pola divenne la città più importante dell'Istria, e la sua straordinaria ricchezza si riflette nella costruzione di un foro sontuosamente decorato con templi, l'Arco dei Sergii, le mura cittadine, due teatri e il magnifico anfiteatro.
Pochi sono i monumenti romani che sono riusciti a giungere conservati fino ai giorni nostri; la maggior parte è stata distrutta, demolita o riutilizzata per altri scopi. Tuttavia, tutti gli sforzi investiti nella raccolta, nella ricerca e nella conservazione dei resti materiali del periodo antico dell'Istria, i quali cominciarono nella prima metà del XIX secolo e continuano fino ad oggi, hanno portato alla formazione di una ricca collezione di reperti antichi, realizzati con vari materiali. Oltre ai piccoli oggetti d'uso quotidiano in ceramica, pietra, metallo, osso e vetro, si distinguono, in particolare, i monumenti in pietra (funerari, votivi, onorari, architettonici) che rappresentano una fonte inesauribile di varie informazioni sulla vita e sulla struttura sociale ed etnica della popolazione istriana di quel tempo.
La collezione contiene anche un gran numero di anfore, sia di produzione locale (Fažana, Loron) sia importate da varie parti dell'Impero Romano. Tra queste si contano oltre 2000 anfore, per lo più intere, rinvenute nel quartiere polese di San Teodoro, che rappresenta il più grande sito terrestre di anfore al mondo. Le anfore erano state collocate a scopo di drenaggio, all'interno di un quartiere romano che comprendeva una sontuosa domus, terme pubbliche e un santuario di Ercole.