L'Anfiteatro si trova 200 metri a nord-est, al di fuori delle mura cittadine di Pola, in conformità con la rete di divisione territoriale romana. Si ritiene che la costruzione fosse iniziata sotto l'imperatore Augusto, finanziata dalla cassa imperiale. I due assi centrali del muro perimetrale esterno hanno 132,5 m e 105,1 m, e l'altezza massima è di 32,45 m. L'Anfiteatro fu costruito nello stile tuscanico, aveva propri canali di drenaggio e si stima che potesse ospitare circa 23.000 spettatori. Ha quattro piani, ma nella parte orientale, su un'altura, si ergono solo i due piani superiori. Sull'asse principale del pianoterra si trovano degli archi che sono più grandi degli altri e indicano gli ingressi principali.

Il primo piano delle gradinate fu edificato lungo l'intero perimetro dell'anfiteatro con 72 arcate semicircolari. Il secondo piano apparteneva a una galleria anulare con 64 finestre quadrate, coperta da un tetto a falde di tegole e coppi. Le dimensioni degli assi dell'arena ovale sono 67,9 x 41,6 m. Sotto l'arena si trovava un locale sotterraneo ausiliario, scolpito nella roccia viva e in parte sopraelevato. Serviva per conservare vari ausili tecnici. In caso di maltempo, le gradinate venivano coperte con un telo tramite carrucole e corde. Gli alberi di legno, che fungevano da supporti del telo, passavano attraverso le aperture apposite nel canale di pietra.

L'Anfiteatro di Pola si distingue dagli altri per le sue quattro torri rettangolari in cui. In esse erano situate scale di legno. Sulla cima di ogni torre si trovavano due serbatoi d'acqua, che si riempivano con acqua piovana.

Nell'anfiteatro si tenevano combattimenti di gladiatori e caccie agli animali. L'ingresso non era a pagamento, ma la disposizione dei posti a sedere seguiva rigorosamente la gerarchia sociale. Nell'arena si svolgevano giudizi pubblici e veniva eseguita la pena dell'ad bestias destinata agli assassini, ai rapinatori e ai ribelli. All'Anfiteatro di Pola è legata la storia del martirio di San Germano, patrono di Pola.

Dopo il divieto dei giochi gladiatori all'inizio del V secolo, l'anfiteatro fu abbandonato al prelievo di pietre da costruzione, ma rimase sempre di proprietà pubblica. Per secoli ha attirato l'attenzione di viaggiatori, artisti e architetti. Le ricerche archeologiche dell'anfiteatro sono iniziate a metà del XVIII secolo e la sua conservazione continua ancor oggi.

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