La Collezione numismatica del Museo archeologico dell'Istria rappresenta una collezione di riferimento per lo studio dell'economia e della storia monetaria della penisola istriana. Nata grazie a ricerche archeologiche, donazioni e acquisti, oggi comprende oltre 7.000 esemplari di moneta cartacea e metallica. La collezione viene continuamente arricchita, aumentandone così l'importanza scientifica e museologica.
Cronologicamente, la collezione copre il periodo che va dall'epoca preromana all'età moderna. Le monete più antiche appartengono al periodo greco-ellenistico e, in misura minore, celtico. Le più numerose e rappresentate sono le monete romane, che coprono l'arco temporale dalla Repubblica alla tarda antichità e alla caduta dell'Impero. Sono presenti anche esemplari bizantini, medievali, veneziani e dell'età moderna.
Il campo di attività della collezione comprende la raccolta, l'analisi, la tutela e la presentazione delle emissioni monetarie che hanno circolato nel territorio dell'Istria nel corso dei secoli. Particolare enfasi è posta sul contesto del ritrovamento, ovvero la provenienza, che permette una comprensione più approfondita dei processi economici e politici della penisola.
Tra i siti di ritrovamento più importanti spicca la località di Čentur vicino a Capodistria, dove è stato rinvenuto un ripostiglio con circa 26.000 monete tardoantiche. Sebbene la maggior parte del ripostiglio sia andata dispersa, più di 2.000 esemplari sono conservati presso il Museo archeologico dell'Istria. Si tratta del più grande ripostiglio di questo tipo conosciuto nella regione, la cui importanza risiede nel fatto che riflette chiaramente le complesse circostanze sociali ed economiche della tarda antichità. Lo studio scientifico di questo ripostiglio offre preziose informazioni sulla storia economica dell'Adriatico settentrionale.