Nella Biblioteca del Museo archeologico dell'Istria tre perle ottocentesche

La Biblioteca del Museo archeologico dell’Istria annovera oltre 45 mila unità bibliografiche, il che la qualifica come una delle più ricche fra le biblioteche specializzate della Croazia. Le pubblicazioni che contiene attengono generalmente al settore dell’archeologia, della storia e della storia dell’arte, e la maggior parte riguarda la collezione di periodici, mentre il resto consta di edizioni limitate.

Le tre pubblicazioni qui presentate sono state prescelte poiché eccellono in quanto esemplari rappresentativi di un tipo di monografia storico-illustrativa in cui sono descritti i viaggi compiuti nel XIX secolo anche nei territori dell’Istria.

Lavallée, J. – Cassas, L. F., Voyage pittoresque et historique de l’Istrie et de la Dalmatie, Paris 1802.

 

Il volume riproduce le stampe realizzate nel 1782 dal pittore francese Louis François Cassas, volume edito nel 1802 nella redazione di Joseph Lavallée. Cassas fu un pittore e illustratore francese particolarmente interessato, nello spirito del primo classicismo e preromanticismo, ai monumenti antichi e relative aree circostanti, il che lo portò a viaggiare anche lungo la costa orientale adriatica, da Trieste a Spalato, immortalandone le vedute in disegni e acquerelli. Lavallée fu un eclettico personaggio dell’illuminismo francese e un erudito assai apprezzato nella Parigi della Rivoluzione e dell’Impero. Aveva un’eccezionale cultura, coltivava una grande passione per le arti e parlava diverse lingue. Scrisse il testo in base al diario di viaggio di Cassas, ma senza citarlo testualmente, bensì rinarrandolo e completandolo con proprie aggiunte, e ciò nonostante che non avesse mai visitato le terre descritte. Nella prima parte (Viaggio storico) Lavallée illustra la geografia, e in parte pure l’etnografia dell’Istria e della Dalmazia con i loro abitanti. Nella seconda (Viaggio pittoresco) accompagna Cassas nel suo viaggio in Istria e Dalmazia, riportandone il diario in terza persona e aggiungendovi anche testi di altri autori (ad es. di Alberto Fortis). Purtroppo il diario originale è andato perduto. La parte iconografia consta di 68 tavole e di tre lastre stampate come vignette all’inizio dei frontoni, accanto al testo, le cui descrizioni sono riportate alla fine.

È una pubblicazione riccamente dotata di acquetinte e acqueforti, realizzate sulla base degli acquerelli originali di Cassas dai più eminenti incisori francesi della seconda metà del XVIII secolo, il che le conferisce un valore aggiunto. Le incisioni illustrano, fra l’altro, anche i monumenti antichi di Pola così come si presentavano alla fine del ‘700, prima dell’inizio del rigoglioso sviluppo cittadino subentrato nel XIX secolo. L’opera di Cassas ebbe una vasta eco negli ambienti classicisti degli architetti e artisti francesi. Anche Johann Wolfgang von Goethe, letterato tedesco fra i più grandi, ebbe a dichiarare, in occasione di un suo viaggio in Italia, che:“...i disegni di Cassas sono straordinariamente belli. Ne ho tratto idee in quantità“.

Cassas è altresì l’autore di tutte le tavole che raffigurano i singoli monumenti e le loro ricostruzioni, eccetto una - la pianta del Palazzo di Diocleziano, da lui ripresa dal Clerisseau citandone la paternità. In origine il libro conteneva 14 fascicoli, in seguito rilegati in un unico volume formato da 190 pagine enumerate con cifre arabe. Per procacciare i mezzi necessari alla sua pubblicazione vennero associati degli abbonati. Un dato curioso è che, all’inizio del libro, al primo posto nell’elenco degli abbonati figura il nome di Napoleone Bonaparte, il che non è un caso. Data la sua politica espansionistica nel Mediterraneo a danno dell’Inghilterra, Napoleone Bonaparte era interessato all’Istria e alla Dalmazia, che infatti nel 1806 vennero occupate dai Francesi, cosicché non è escluso che, alcuni anni prima, egli – primo console e futuro imperatore – proprio per questi motivi si prodigasse per far stampare l’opera in parola. Accanto a lui, fra gli abbonati, sono citati i suoi generali, il re della Gran Bretagna, lo zar russo, vari principi, amanti dell’arte, biblioteche. Il loro numero complessivo ammontava a 280, cui sarebbero andate 764 copie del volume. Oggi è pressoché impossibile stabilire quante ne siano rimaste e dove si trovino, perché, a parte le biblioteche, di cui fanno fede i cataloghi, un certo numero viene custodito nelle collezioni private.

Allason, T., Picturesque Views of the Antiquities of Pola in Istria, London 1819.

Thomas Allason fu un architetto, geodeta e geografo inglese. Nel 1814, diretto in Grecia, visitò Pola per la prima volta, dove, dato il suo interesse per l’architettura antica, rimase colpito dai monumenti romani. Vi fece quindi ritorno nel 1816 proprio per studiarli più a fondo e disegnarli. Giunse a Pola proveniente da Trieste viaggiando con il connazionale J. R. S. Stanhopes, un artista. In Picturesque Views of the Antiquities of Pola in Istria, l’unico libro che scrisse, stampò, accanto al suo singolare racconto di viaggio, ricco di una moltitudine di dati su Pola e le sue antichità, un ciclo di acqueforti con gli antichi monumenti polesi. Conosceva i disegni e i testi su Pola dei suoi predecessori, specialmente quelli di Jakob Spon, George Wheler, James Stuart, Nicolas Revett e Robert Adam, sicché fu in grado di confrontare la situazione dei monumenti e della città in genere in un arco di tempo di quasi 200 anni.

Il libro si suddivide in tre parti. In quella introduttiva l’autore spiega perché si sia accinto alla sua pubblicazione. Desiderava cioè avvicinare al largo pubblico con i propri disegni e descrizioni la bellezza dei monumenti polesi, ma anche lo stato di completo abbandono in cui versavano, da lui riscontrato dopo il breve dominio francese. Nella seconda parte riporta i disegni dell’Anfiteatro, del Tempio di Augusto, una veduta delle facciate retrostanti i templi di Augusto e Diana, l’Arco dei Sergi e Porta Gemina, per ognuno dei quali c’è una dettagliata descrizione in cui vi sono anche cenni sulla loro storia e lo stato in cui al tempo si presentavano. Nella terza parte illustra la storia e la geografia dell’Istria e della Dalmazia e ne descrive le popolazioni. Pone in rilievo di aver tratto grande giovamento anche dalla lettura dell’itinerario illustrato nel Voyage pittoresque et historique de l’Istrie et de la Dalmatie.

Allason dedicò il libro alla Society of Dilettanti, che da lungi si interessava a Pola e che avrebbe voluto costruire a Piccadilly un proprio palazzo ispirato al Tempio d’Augusto, cui però dovette in seguito rinunciare. Era una società formata da aristocratici e scienziati, fondata nel 1732, che sponsorizzava lo studio dell’arte antica. I suoi soci sostennero importanti spedizioni in Grecia e in Turchia, da cui sortirono, fra l’altro, delle pubblicazioni che gettarono le basi per lo sviluppo di un’archeologia intesa come seria disciplina scientifica. Quella Società filantropica esiste tuttora e tra i suoi 60 soci vi sono prestigiosi studiosi, conservatori e direttori di musei, proprietari di collezioni storiche e storici.

Il libro contiene complessivamente 10 incisioni e 4 illustrazioni. Oltre che i monumenti di Pola vi sono rappresentate l’Acropolidi Atene e una veduta di Trieste dal mare. Le lastre vennero incise da W.B. Cooke, George Cooke, Henry Moses e Cosmo Armstrong. Il libro venne pubblicato nel 1819 da John Murray, uno dei più importanti e influenti editori della Gran Bretagna.

Yriarte, C.,Les bords de l’Adriatique et le Monténégro: Venise, l’Istrie, le Quarnero, la Dalmatie, le Monténégro et la rive Italienne, Paris 1878.

L’autore dell’opera antropologico-culturale, nonché racconto di viaggio, Les bords de l’Adriatique et le Monténégro: Venise, l’Istrie, le Quarnero, la Dalmatie, le Monténégro et la rive Italienne è Charles Yriarte, giornalista, pubblicista e scrittore di viaggi. Da grande romantico viaggiò nelle terre balcaniche studiandone le genti e il patrimonio storico e culturale. Il suo viaggio si prefiggeva di perlustrare la costa croata in tutta la sua lunghezza, l’interno dell’Istria e della Dalmazia, fino ai confini della Bosnia ed Erzegovina e fino al Montenegro, donde passando sulla sponda italiana dell’Adriatico tornò al punto di partenza, cioè Venezia.

Voleva rappresentare ai lettori, come dice egli stesso, „quella parte d’Europa dimenticata“. Che egli descrive come territorio inesplorato, vergine e, volendo raffigurarlo il meglio possibile, traccia innumerevoli schizzi che accompagnano le sue descrizioni e che esegue, come afferma, „in sella al cavallo, col sole, sotto gli acquazzoni, con le ultime luci del giorno“. Per questo esprime particolari ringraziamenti ad un paio di artisti che, facendo leva sulle proprie intuizioni, seppero dare „pienezza“ a quegli abbozzi e realizzare ciò che vi era appena accennato.

Dedicò la sua opera alla regina italiana Margherita di Savoia, consorte di Umberto di Savoia, assai popolare nei circoli conservatori e monarchici d’Italia, cantata da poeti e scrittori, nonché dalla stampa di allora, come simbolo di riformatrice morale.

Oltre all’introduzione, in cui spiega il programma e gli scopi del suo viaggio, il libro comprende 11 capitoli. Da quel grande romantico che era Yriarte ha scritto una dettagliata e esaustiva rappresentazione dei paesaggi, della vita e della gente, da Venezia al litorale montenegrino, in cui vi sono una quantità di preziose informazioni e di disegni accurati. Accanto alle descrizioni delle località rivierasche (Pola, Rovigno, Parenzo), ci ha lasciato testimonianze dell’Istria interna (Pisino, Monpaderno, Antignana). La sua opera ebbe una potente risonanza negli ambienti intellettuali francesi ed è direttamente meritevole per aver entusiamato Jules Verne (che a Pisino e in Istria non mise mai piede) con la descrizione della Foiba e del castello di Pisino, tanto da spingerlo ad ambientarvi il suo fantastico romanzo d’avventure Mathias Sandorf (1885) .

Abbiamo di fronte un libro di viaggi corredato da 257 incisioni e 7 carte geografiche. Sebbene contenga numerose inesattezze storiche e anche geografiche, dato che l’autore si è abbondantemente servito di fonti orali, la rappresentazione saggistico-giornalistica che Yriarte dà della costa croata dell’Adriatico, offre parecchie informazioni utili sul piano etno-culturale e storico.

 

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CATALOGO

 

Inv. br. S 1823/2002

LAVALLÉE, Joseph

Voyage pittoresque et historique de l’Istrie et de la Dalmatie, rédigé d’après l’itineraire de

L. F. Cassas par Joseph Lavallée ...Paris : [editore (Firmin?) Pierre Didot], 1802 – VIII, 191 pag., [67] fogli con tavole ; grande in-folio (55 cm).

Nella parte interna della prima pagina di copertina ex libris: DOGMERSFIELD LIBRARY – Rilegatura in cartone rivestito di pelle, impressione a oro sul dorso. - Le tavole sono protette da carta trasparente. – Corpo ben conservato, macchie di umidità.

Inv. br. K 174/2016

ALLASON, Thomas

Picturesque views of the antiquities of Pola, in Istria : the plates ingraved by W.B. Cooke, George Cooke, Henry Moses and Cosmo Armstrong. – London : editore John Murray, 1819 - [9 pag.], 67 pag. ; 4 illustrazioni, 10 incisioni ; grande in-folio (55 cm).

Nella parte interna della prima pagina di copertina ex libris : Edward Odell. - Legatura in cartone. – Le incisioni sono protette da carta trasparente. - Corpo ben conservato, macchie di umidità.

Inv. br. K 241/2014

YRIARTE, Charles

Les Bords de l’Adriatique et le Monténégro : Venise, L’Istrie,Le Quarnero, La Dalmatie, Le Monténégro et La Rive Italienne - Paris : stamperia Librairie Hachette et Cie, 1878 - [8 pag.], 639 pag. ; 257 xilografie, 7 carte geografiche ; 4˚ (34 cm).

Marchio dell’Editore sul frontespizio. – Rilegatura in cartone, illustrata e decorata, con impressioni a oro anche sul dorso. - Corpo ben conservato, macchie di umidità.

 

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BIBLIOGRAFIA

Allason, T. 1819. Picturesque Views of the Antiquities of Pola, in Istria, London.

Kečkemet, D. 1969. Antički spomenici Pule na slikama i u opisima stranih autora od XVI do XIX stoljeća, Jadranski zbornik, 7, Rijeka - Pula, 549-590.

Kečkemet, D. 1978. Louis François Cassas i njegove slike Istre i Dalmacije 1782., Rad JAZU, knj. 379, Zagreb, 7-200.

Lavallée, J. 1802. Voyage pittoresque et historique de l’Istrie et de la Dalmatie, Paris.

Lavallée, J. 2017. Viaggio pittoresco e storico nell’Istria e nella Dalmazia, Trieste.

Rakić, M. 2010. Splitski spomenici u putopisu Cassasa i Lavalléea, Kulturna baština, 36, Split, 59-82.

<raspoloživo na: https://hrcak.srce.hr/65370>, [12.9.2018.]

Stojan, S. 2001. Charles Yriarte, Istra & Dalmacija, Anali Zavoda za povijesne znanosti Hrvatske akademije znanosti i umjetnosti u Dubrovniku 39, 514-515.

<https://hrcak.srce.hr/11776>, [5.9.2018.]

Yriarte, C. 1878. Les Bords de L’Adriatique et le Monténégro : Venise, L’Istrie, Le Quarnero, La Dalmatie, Le Monténégro et la rive Italienne , Paris.

Yriarte, C. 1999. Istra i Dalmacija : putopis, Zagreb.

<http://www.istrianet.org/istria/visual_arts/archives/allason/index.htm>, [15.10.2018.]

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Nella Biblioteca del Museo archeologico dell'Istria tre perle ottocentesche

Izložba / Mostra / Exhibition

Carrarina ul. 4, Pula / Via Carrara 4, Pola / Carrarina 4, Pula

Prozor u prošlost / Una finestra sul passato / Window to the Past

4. 12. 2018. – 4. 2. 2019.

 Autrice della mostra e del testo: Adriana Gri Štorga

 Organizzatore ed Editore: Museo archeologico dell’Istria 

Rappresentante dell’Organizzatore e dell’Editore: Darko Komšo

 Redazione: Darko Komšo, Adriana Gri Štorga, Katarina Zenzerović

Autore dell’allestimento, veste grafica: Vjeran Juhas

Autrice delle fotografie: Tanja Draškić Savić

 Coordinatrice della mostra: Monika Petrović

 Traduzione italiana: Elis Barbalich-Geromella

Traduzione inglese: Neven Ferenčić

Correzione dei testi: Irena Buršić, Giulia Codacci-Terlević, Adriana Gri Štorga, Milena Špigić, Sunčica Vrbanić Peruško, Katarina Zenzerović

 Stampa: MPS Pula

Tiratura: 700

 Pola, 2018.

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