LE VESTIGIA POLESI SULLE CARTOLINE DI SALUTO

 

La Collezione di cartoline del Museo archeologico dell’Istria comprende in prevalenza cartoline illustrate di Pola e in minima parte di altre località istriane. Per noi sono di particolare interesse e utilità quelle i cui motivi riportano le immagini dei monumenti storico-culturali della città e del suo immediato circondario (Nesazio, Brioni).
La collezione annovera la maggior parte dei vari tipi di cartoline: da quelle postali alle cartoline di saluto e illustrate. In senso temporale coprono il periodo che va dalla fine del XIX secolo fino ad anni più recenti. Al momento la collezione conta un po’ meno di 2000 oggetti, per lo più frutto di acquisizioni o donazioni fatte negli ultimi decenni, che sono una preziosa fonte documentaria per numerosi ricercatori.

Presentiamo con la mostra "Le vestigia polesi sulle cartoline di saluto" delle vecchie cartoline (gruss aus) assolutamente pregevoli, facenti parte della nostra collezione. Ne custodiamo oltre 50 di questo tipo, ma per quest’occasione abbiamo scelto 8 esemplari con i saluti da Pola che riportano dei motivi da noi ritenuti rappresentativi, oltre che attraenti e interessanti. Presentiamo pure la cartolina più vecchia del nostro fondo, datata al 1892 circa (AMI-R-1712, n.ro cat. 1), il cui annullo postale è del 17 aprile 1892.
Gruss aus Pola e Un saluto da Pola sono le tipiche diciture stampate, assieme a un mosaico di motivi polesi, sul recto delle cartoline di fine Ottocento-inizio Novecento. I cordiali messaggi di saluto, accanto alle immagini delle vestigia cittadine, ci introducono nel non tanto remoto passato della nostra città, incontro al quale vi invitiamo a "partire" assieme a noi.

 

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Le cartoline di saluto della Collezione del Museo archeologico dell’Istria.

 

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Le cartoline di saluto


La cartolina (cartoncino di corrispondenza non imbustato,Correspondenz-Karte) venne introdotta nel traffico postale della Monarchia austro-ungarica il 1.mo ottobre 1869, diventando subito un mezzo molto popolare di comunicazione. Sul suo recto veniva segnato solo l’indirizzo del destinatario, mentre il retro era riservato al messaggio del mittente. L’idea di stampare delle cartoline illustrate attraverso le quali spedire, accanto alle notizie scritte, anche l’“immagine“ della località da cui venivano inviate nacque in seguito allo sviluppo della fotografia e delle tecniche tipografiche.


Le cartoline illustrate sono quelle cartoline postali che, come dice la parola stessa, presentano sul recto un’illustrazione.

 

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Il verso della cartoline di saluto (cat. 1-8).

 

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Sono da considerarsi cartoline di saluto quelle che invece sul recto mostrano un’illustrazione accostata a scritte di saluto (Gruss aus / Un saluto da / Pozdrav iz) e lo spazio per il messaggio del mittente, mentre il verso è riservato esclusivamente all’indirizzo del destinatario (il cosiddetto indirizzo lungo). In genere le cartoline di saluto rimasero in circolazione fino agli sgoccioli del 1904.
Sono oggetti che di solito riportano sul verso le seguenti scritte bilingui o trilingui: Correspondenz-Karte / Cartolina di corrispondenza / Dopisnica. Come nel caso dei nostri esemplari, spesso viene esplicitamente specificato che quello è lo spazio destinato esclusivamente all’indirizzo del destinatario: Nur für die Adresse / Soltanto per l’indirizzo.
Accanto ai diversi motivi cittadini, sul recto comparivano anche i seguenti elementi: fregi (vegetali, geometrici o di altro genere), il testo dei saluti stampato e lo spazio per il messaggio scritto a mano dal mittente. Di solito figurava pure, in caratteri più piccoli, una didascalia esplicativa dell’illustrazione.

Gli esemplari da noi prescelti furono pubblicati da editori di chiara fama, fra cui un noto editore locale: F. W. Schrinner. Furono stampati tramite eccellenti e costosi procedimenti litografici, per lo più in alcuni colori (cromolitografia), e successivamente tramite fototipia. Di solito le loro dimensioni si aggirano sui 9 x 14 cm.

 

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Due cartoline di Pola, pubblicate da due prolifici editori polesi: Guido Costalunga e Antonio Bonetti attorno al 1908 (AMI-R-1664 e AMI-R-1633). Nonostante le scritte di saluto sul recto, causa il verso diviso, sul quale accanto allo spazio per l’indirizzo del destinatario c’è pure quello per il messaggio del mittente, non le riteniamo cartoline di saluto.

 

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Pola, la città e le sue vestigia sulle cartoline di saluto


Sin dalla prima cartolina illustrata di Pola (1891) la fama della sua ricca storia e dei suoi notevoli monumenti architettonici incominciò a diffondersi in tutto il mondo. Agli albori dello sviluppo del turismo di massa ciò significava un’efficace promozione del suo patrimonio culturale. Nelle cartoline da noi prescelte i saluti furono inviati anzitutto a Vienna, ma anche a Budapest, Černožice (Repubblica Ceca) e Brašov (Romania).


Le cartoline illustrate con immagini di località o aree geografiche sono nell’85 percento dei casi a forma di rettangolo disposto orizzontalmente. I panorami e i monumenti di Pola che compaiono sulle cartoline di saluto sono inquadrati sia in maniera perpendicolare che orizzontale, sempre entro regolari figure geometriche: rettangoli, cerchi, ovali, rombi. Ai motivi suddetti era aggiunto un ricco corredo decorativo: floreale, zoomorfo e di altro genere, come bandiere, navi, ancore, scudi, stemmi e via dicendo. Era una gran varietà esornativa e coloristica fra elementi visuali e verbali che contribuiva alla piacevolezza di queste cartoline.


Facciamoci adesso una "passeggiata" nella Pola di oltre un secolo fa, al tempo in cui la città era il principale porto di guerra austro-ungarico. Gli obiettivi dei fotografi locali e stranieri immortalarono stupefacenti piazze, vie, palazzi e nuovi quartieri urbani. Immancabili le panoramiche della città con il porto commerciale e quello di guerra. E accanto alle vedute scattate dai colli di Monte Ghiro e di Monte Zaro, erano imprescindibili i suoi monumenti storico-culturali più visitati, dei quali i più frequenti erano di epoca romana e austro-ungarica.


Il manto esterno e l’interno dell’imponente Anfiteatro, il più maestoso dei monumenti della Pola antica, vennero ripresi da diverse angolature. L’anfiteatro e il suo immediato circondario, a occidente dei quali si estende fino alla riva uno dei più bei parchi polesi, il vasto Parco Valeria ultimato nel 1894, vennero fotografati anche dal mare. A destra e sinistra
del parco c’erano il magazzino per gli affusti di cannone e l’albergo Elizabeth. Gli ambienti sotterranei sottostanti l’arena furono coperti nel 1933, anno in cui venne anche sistemata la gradinata per gli spettatori sul versante orientale dell’anfiteatro.


La visione che la centrale Piazza Foro offriva all’epoca era decisamente differente da quella odierna. Il Palazzo comunale sul lato nord venne dotato alla fine del XIX secolo di un nuovo campaniletto neoclassico con orologio, poi abbattuto durante i restauri del 1907-1909.


La veduta dalla piazza sul Tempio d’Augusto era impedita da tre edifici a tre piani costruiti nel 1870-1871, il cui volume sovrastò anche il Palazzo comunale fino al 1919-1920 allorché furono demoliti. Per questo motivo la veduta del tempio si apre di solito sulla facciata meridionale, ovvero sul suo portico, che venne bombardato il 3 marzo 1945 e ricostruito negli anni seguenti.
Attorno alla metà del XIX secolo i monumenti architettonici polesi di maggiore lustro vennero recintati con ringhiere di ferro. Così, all’interno del recinto del tempio, furono esposte fino al 1919 quando la ringhiera venne tolta, delle sculture litiche.


Al pianoterra dell’edificio antistante il Palazzo comunale era stato aperto già nel 1882 il Caffè grande, uno dei tre caffè cittadini più antichi.
Le vie e le piazze polesi furono illuminate a gas sin dalla fine del XIX secolo, sicché dell’arredo urbano di Piazza Foro fecero parte fino al 1904, quando subentrò l’elettrificazione urbana, anche degli imponenti fanali.


Piazza Port’Aurea / Portarata, nei pressi dell’appena sistemata passeggiata dei Giardini, con l’Arco dei Sergi nella sua metà occidentale, divenne, assieme a Piazza Foro, la zona più bella della città. Del monumento venivano fotografati parimenti sia il lato occidentale che quello orientale, ripresi dalla commerciale via Sergia e rispettivamente dalla piazza stessa.
Una volta che furono demoliti i resti della Porta (1826) e delle mura cittadine (1857), l’Arco dei Sergi, le cui fondamenta erano sepolte, si presentava isolato nella piazza. Le fondamenta e l’area circostante di lastricato romano vennero dissepolte nel 1889, quando, assieme all’arco, venne recintata e esplorata parte della strada romana e venne elevata l’altezza della recinzione installata un anno prima. Durante gli anni Venti del XX secolo la superficie della piazza venne riportata al livello originale, quello della base dell’arco.


Dal 1889 nella zona dei Giardini c’era un mercato all’aperto che rimase in funzione fino alla costruzione del Mercato centrale nel 1903. Non molto tempo dopo i Giardini subirono una completa ristrutturazione e lungo tutta la loro lunghezza vennero piantati quattro filari di bagolari (1904).


I passaggi sotto gli archi di Porta Gemina vennero chiusi nel 1892 da nuovi, più eleganti battenti di ferro. I resti delle mura urbane collegate al fianco sinistro del monumento furono parzialmente ricostruiti tra le due guerre mondiali.


Motivi frequenti delle cartoline furono pure i monumenti eretti nei parchi in epoca austro-ungarica e poi dislocati sotto il Regno d’Italia. Tra questi il monumento al viceammiraglio Wilhelm von Tegetthoff a Monte Zaro, innalzato nel 1877, che oggi si trova a Graz.
Sulle cartoline pubblicate dopo il 1904 c’è inoltre il monumento all’imperatrice austriaca Elisabetta in Parco Valeria, solennemente inaugurato il 30 ottobre 1904. Ci sono inoltre alcuni rappresentativi edifici privati che non esistono più, come l’Hotel Central a due piani in via Flacio, il palazzo neorinascimentale a tre piani dell’arciduca Carlo Stefano (1888) nei pressi del Casino Marina, e infine il defunto tramvai in servizio lungo le vie polesi (1904-1934).

 

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Catalogo

 

Nel catalogo le cartoline sono ordinate cronologicamente, per ognuna sono riportati i dati essenziali sull'autore (fotografo, editore, tipografia), la tecnica tipografica e il materiale, le dimensioni, il luogo e la data di pubblicazione, il modo e l'anno di acquisizione, il contrassegno inventariale e il riferimento all'annullo postale.

 

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1.
GRUSS AUS POLA
Lesk und Schwidernoch
Vienna, 1892 circa
cromolitografia; carta
9,2 x 14 cm
acquisizione, 2019
AMI-R-1712
Annullo postale del 17 aprile 1892

 

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2.
UN SALUTO DA POLA
Schneider und Lux
Vienna, 1893 circa
cromolitografia; carta
9 x 14,3 cm
acquisizione, 2011
AMI-R-171
Annullo postale del 27 maggio 1895

 

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3.
Gruss aus POLA / Un saluto da POLA
Louis Glaser; R. Karlmann
Lipsia; Vienna, 1895 circa
cromolitografia; carta
9,1 x 14 cm
acquisizione, 2012
AMI-R-708
Annullo postale del 9 novembre 1895

 

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4.
Gruss aus Pola, d.
H. Noback
Eisenach, 1897 circa
litografia; carta
9,6 x 14,3 cm
acquisizione, 2013
AMI-R-1171
Annullo postale del 2 giugno 1897

 

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5.
UN SALUTO DA POLA.
Leopold R. Hofbauer
Vienna, 1897 circa
cromolitografia; carta
9,1 x 14,1 cm
acquisizione, 2015
AMI-R-1469
Annullo postale del 14 giugno 1897

 

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6.
UN SALUTO DA POLA
Leopold R. Hofbauer
Vienna, 1897 circa
cromolitografia; carta
9 x 14 cm
acquisizione, 2017
AMI-R-1655
Annullo postale del 12 giugno 1901

 

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7.
GRUSS AUS POLA.
F. W. Schrinner
Pola, 1900 circa
cromolitografia; carta
9,2 x 14 cm
acquisizione, 2013
AMI-R-1257
Annullo postale del 2 maggio 1900

 

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8.
Un saluto da Pola
Stengel & Co.
Dresda, 1901 circa
fototipia; carta
9,2 x 14,2 cm
acquisizione, 2013
AMI-R- 1175
Annullo postale del 3 agosto 1901

 

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Bibliografia


CVEK, E. (ur.) 1988. Pula sa starih razglednica, Zagreb - Pula.


TILL, W. 1994. Stare razglednice, prevela Truda Stamać, transkript radijske emisije Enciklopedija male povijesti, u: Matijašević, A. (ur.), Treći program hrvatskog radija 45, Zagreb, 155-167.


KRIZMANIĆ, A. 2005. Prostorni razvitak austrijske Pule, u: Cvek, E. (ur.), Pula: tri tisućljeća mita i stvarnosti, Pula, 113-192.


MADER, B. 2011. Die österreichische Denkmalpflege in Pola 1816–1918, Anzeiger der philosophisch-historischen Klasse 146. Jahrgang / 1. Halbband, Wien, 5-90.


MATIJAŠIĆ, R., BURŠIĆ-MATIJAŠIĆ, K. 1996. Antička Pula s okolicom, Pula.


MILAKOVIĆ, G. 2015. Istra Istria MEMENTO - izbor iz fundusa Zbirke starih razglednica, Katalozi muzejskih zbirki 2, Povijesni i pomorski muzej Istre, Pula.


ZENZEROVIĆ, K. 2009. Pulski spomenici na starim razglednicama, Katalozi Pedagoške službe 7, Arheološki muzej Istre, Pula.

 

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Le vestigia polesi sulle cartoline di saluto

 Mostra
Via Carrara 4, Pola
 Una finestra sul passato
2. 10. 2019. – 3. 12. 2019.


 Autrice della mostra e del testo:
Katarina Zenzerović


Organizzatore ed Editore: Museo archeologico dell’Istria


 Rappresentante dell’Organizzatore e dell’Editore:
Darko Komšo


 Redazione:
Darko Komšo, Adriana Gri Štorga, Katarina Zenzerović


 Collaboratrice professionale:
Gordana Milaković


 Autore dell’allestimento, veste grafica:
Vjeran Juhas


Autrice delle fotografie:
Tanja Draškić Savić


Digitalizzazione:
Irena Buršić, Davorka Žufić Lujić


Coordinatrice della mostra: Monika Petrović


 Traduzione italiana:
Elis Barbalich-Geromella


Traduzione inglese:
Neven Ferenčić


Correzione dei testi:
Irena Buršić, Adriana Gri Štorga,
Milena Špigić, Katarina Zenzerović


Stampa: MPS Pula


 Tiratura: 500


Pula, 2019.

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