Il segreto dei fili - dai primordi all’eta romana

ARACNE E ATENA 

C’era nella città di Colofone un tintore di nome Idmone che aveva una figlia chiamata Aracne. Era una tessitrice assai dotata e provetta, tanto che la gente veniva anche da lontano per ammirare la sua arte. Si diceva che era stata la stessa dea Atena ad insegnargliela. Però fama e lodi degli uomini dettero alla testa ad Aracne, la quale non di rado affermava sprezzante che in quanto all’arte della tessitura non le era pari nemmeno Atena stessa. Ben presto le sue vanterie giunsero all’orecchio della dea che,  immediatamente, travestita da vecchia gobba, si presentò ad Aracne per sincerarsi della sua abilità. Di primo acchito Atena ammirò il suo lavoro, fortemente ammonendola però di non esserne superba né arrogante. Ma l’esaltata giovane non raccolse le critiche della vecchia, sicché Atena, liberatasi delle mentite spoglie, le annunciò che da quel momento in poi avrebbe gareggiato in tessitura con la stessa dea. Aracne, per quanto spaventata, non ebbe scelta e dovette accettare la sfida. La gara ebbe inizio. Ambedue tessevano in maniera prodigiosa: sotto le loro dita uscivano delle tele la cui bellezza faceva trattenere il fiato ai presenti. Atena tessette delle scene che rappresentavano gli onori che gli uomini devono agli dei, Aracne illustrò le avventure amorose di Zeus. Benché Atena non riuscisse a trovare alla tela di Aracne difetto alcuno, fu il tema a scatenare la sua tremenda ira e a farle stracciare la tela. Per la disperazione Aracne si impiccò, ma per Atena ciò non era abbastanza. “Da qui all’eternità tu e i tuoi discendenti non farete che tessere e nient’altro saprete“, disse Atena e a quelle parole Aracne incominciò a rimpicciolire fino alle dimensioni di un pisello, mentre le sue agili dita si trasformavano in otto sottili zampette. Aracne era diventata un ragno. Per questo, per volere della dea, a tutt’oggi i ragni tessono penduli le proprie ragnatele. 

IL SEGRETO DEI FILI

Sin dagli albori dell’esistenza umana l’abbigliamento, e per ciò stesso la confezione di indumenti, rappresentò, assieme all’alimentazione e alla ricerca di un riparo, una delle principali necessità dell’uomo. Lo sviluppo della confezione di indumenti ha seguito di pari passo lo sviluppo dell’umanità stessa. Nell’antica età della pietra (da 2.500.000 anni a.C. a 10.000 anni a.C.) l’uomo si procacciava di che vivere cacciando.  I primi cacciatoriraccoglitori erano alla continua ricerca di cibo, soggiornavano saltuariamente nelle caverne e, secondo gli antropologi, confezionavano i loro primi indumenti con svariati materiali naturali (pelli e pellicce animali, foglie e erbe). I primi indumenti al mondo comparvero da 100.000 a 500.000 anni fa, realizzati con una tecnica che constava nell’essiccazione di pezzi di pelliccia, sui quali venivano praticati dei buchi con l’aiuto di selci o ossi aguzzi, attraverso i quali  venivano poi passati dei nastri o strisce di corteccia d’albero. Tra i reperti archeologici del paleolitico inferiore  (da 40.000 anni a.C. circa a 10.000 a. C.) compaiono, assieme a vari utensili di selce, anche i primi aghi (con e senza cruna). Nel neolitico (dal 6.500 al 4.000 a.C.) l’uomo incominciò a diventare stanziale. Grazie allo sviluppo della pastorizia e dell’agricoltura poté  inventare la tessitura (procedimento per la lavorazione di tessili con almeno due sistemi di fili) e quindi i primi tessuti. Il vello di pecore e capre si rivelò adatto ad essere filato e tessuto solo dopo che nel processo di domesticazione dei suddetti animali intervennero determinate mutazioni, mentre la coltivazione di certe specie vegetali e il loro ulteriore trattamento spinsero gli uomini a creare tessuti con materiali diversi. Filatura e tessitura sono ritenute due dei più antichi mestieri al mondo, il cui sviluppo ha conosciuto un lungo percorso storico. Tra le più antiche fibre usate per la realizzazione di tessuti ci son quelle ricavate dalla lana animale, dal lino, canapa e ginestra. Il tessuto più antico che si conosca è di grezzo lino ed è stato trovato nella provincia del Faiyum in Egitto. Risale al neolitico (ha più di 5 mila anni). Il più arcaico e nel contempo il più semplice metodo di filatura manuale (processo di attorcigliamento delle fibre attorno a un’asse longitudinale  per ricavarne un filato destinato a essere intessuto, intrecciato...) è quello che fa ricorso al fuso (utensile di legno sul quale veniva fissato il filato). Durante l’età della pietra la tessitura era ritenuta un’attività muliebre, com’è testimoniato da numerose raffigurazioni nell’arte delle situle, tra le più significative delle quali rientrano certamente il tintinnabulo di Bologna, poi la scena della tessitura intagliata nel trono di legno di Verruchio e quella incisa sul recipiente di Sopron. 

IL FILATO ISTRIANO DAGLI ALBORI ALL’EPOCA ROMANA

In territorio istriano sono stati trovati i resti di svariati utensili di selce e di oggetti di osso (aghi, punteruoli, ami e simili) del paleolitico e del neolitico, i quali rivelano che la popolazione locale conosceva l’arte di produrre e usare a vario scopo i fili. Nella penisola istriana i reperti archeologici più remoti finora ritrovati, che testimoniano l’uso di telai da tessitore e fusi, sono stati scoperti in strati dell’età del rame. Una vera fioritura nell’uso di questi telai è stata riscontrata in numerosi giacimenti dell’età del bronzo e di quella del ferro. I reperti rinvenuti stanno a testimoniare che nella vita quotidiana degli Istri il filato aveva un ruolo molto importante. I reperti più caratteristici che suffragano l’uso dei telai e dei fusi sono certamente i frammenti di fusaiole ceramiche e ossee, con e senza decorazione, che facevano da contrappeso sulle conocchie, poi i pesi per i telai, i rocchetti per avvolgere i fili e simili.

Accanto alle fusaiole sono stati trovati numerosi reperti di aghi e spilloni, la cui foggia e uso nell’Istria dell’età del ferro conobbero un vasto sviluppo. In quanto ad aspetto la loro gamma varia da quelli semplici di osso e di bronzo a quelli con le capocchie e il corpo fastosamente ornati. È da supporre che questi ultimi servissero anche da ornamento.

I FILATI E GLI ORNAMENTI DEGLI ISTRI

Che i filati rivestissero un grande ruolo nell’abbigliamento, abbellimento e in genere nella vita degli Istri lo dimostrano i reperti di vari oggetti decorativi, i quali, oltre che funzionali, erano appunto ornamentali. Si registrano infatti numerosi ritrovamenti di perline di vetro, osso o ambra che verosimilmente venivano infilate su fili di metallo o fili tessili. Compaiono inoltre ricchi oggetti decorativi che venivano cuciti sugli indumenti e che andavano quindi ad abbellire l’aspetto del tessuto.  Nei siti istriani dell’età del ferro sono state difatti rivenute numerose fibule fastosamente decorate con grani di ambra e di osso, che per le loro dimensioni e la ricchezza esornativa, accanto al ruolo decorativo ne avevano quello di status symbol. Assieme alle fibule gli Istri usavano anche bottoni, com’è testimoniato dal ritrovamento di un bottone d’osso decorato a cerchietti punzonati. Il bottone è stato scoperto nel 2015 nel corso degli scavi di ricerca alle fondamenta dell’edificio che accoglie il Museo archeologico dell’Istria di Pola e in territorio istriano rappresenta un reperto dell’età del ferro unico nel suo genere.

I FILATI NELLA VITA ULTRATERRENA DEGLI ISTRI

La lavorazione dei filati e la produzione di tessuti avevano un ruolo importante anche nella vita ultraterrena degli Istri, come si apprende dagli oggetti scoperti nei sepolcreti. Si tratta di reperti che possiamo ricollegare agli utensili usati per realizzare i tessuti. Nelle tombe istriane dell’età del ferro troviamo pendagli di bronzo a forma di pettine che rappresentano appunto i pettini usati durante la tessitura per comprimere la trama. I pendagli sono ricavati da sottili lamine di bronzo di forma semicircolare, pentagonale o triangolare, il cui margine più lungo è dentellato e forato per poter essere appeso. Sono spesso ornati da incisioni di sequenze di triangoli tratteggiati, da cerchietti punzonati o punteggiature sbalzate. Il fenomeno viene datato all’VIII sec. a. C. e conferma una tradizione derivante dall’età del bronzo quando nell’XI e XII sec. a C. pettini di osso venivano depositati nelle tombe femminili. Accanto ai pendagli a forma di pettine nella tomba 121 del sito Pola-necropoli è stato trovato un oggetto di osso (n.ro inv. P-43783) , che con tutta probabilità rappresenta il simbolo delle abilità tessitrici della defunta.  

Come la Aracne dell’inizio di questi racconto, gli uomini hanno avuto sempre bisogno di creare filati. Intrecciandoli si creano delle reti che collegano i vari aspetti della vita. Uniscono un fabbisogno elementare all’arte, il passato  e il presente, creano la base per il futuro... Con il fluire della vita i fili in genere scompaiono, ma rimangono gli oggetti che ai fili furono collegati. Quelli esposti nella mostra narrano la nostra storia sul SEGRETO DEI FILI.

 Catalogo 

1. Osso animale lavorato. Utensile di osso per tessitore.

Provenienza: Pola necropoli (tomba 121)

Datazione:  età del ferro

Collocazione : Museo archeologico dell’Istria, Pola, n.ro inv.:P-43783  

Materiale: osso

Dimensioni: 12,5 x 2,5 x 1,26 cm

Peso: 17 g

2. Pendaglio di bronzo in foggia di pettine, di forma trapezoidale, ornato di cerchietti punzonati.

Provenienza: Pizzughi I (tomba 6)

Datazione : età del ferro

Collocazione : Museo archeologico dell’Istria, Pola, n.ro inv.: P-2212

Materiale: bronzo

Dimensioni: 4,34 x 4,47 x 0,12 cm

Peso: 12 g

3. Bottone di osso decorato con cerchietti punzonati irregolarmente distribuiti.

Provenienza: MAI EDIFICIO 2015 - Pola

Datazione : età del ferro

Collocazione: Museo archeologico dell’Istria, Pola, n.ro inv.: P-53671

Materiale: osso

Dimensioni: diametro 4,64 cm, spessore 0,83 cm

Peso : 17 g

4. Ago di bronzo con capocchia di forma fungosa, decorato con sequenza di intagli creanti tre circoli concentrici.

Provenienza: MAI EDIFICIO 2015 - Pola

Datazione: XII sec. a. C. 

Collocazione:Museo archeologico dell’Istria, Pola, n.ro inv.: P-53672

Materiale: bronzo

Dimensioni: 2,72 x 2,3 x 0,54 cm

Peso: 5 g

5. Spillone con capocchia composita.

Provenienza : MAI EDIFICIO 2015

Datazione: VIII sec. a. C.

Collocazione: Museo archeologico dell’Istria, Pola, n.ro inv.: P-53673

Materiale: bronzo

Dimensioni: diametro 0,44 cm, altezza 5,53 cm

Peso: 3 g

6. Fibula bronzea di tipo La Tène medio.

Provenienza: MAI EDIFICIO 2015 - Pola

Datazione: fine II sec. - inizio I sec. a. C.

Collocazione: Museo archeologico dell’Istria, Pola, n.ro inv.: P-53674

Materiale: bronzo

Dimensioni : 7,6 x 2,1 x 0,7 cm

Peso: 9 g

7. Spillone di osso con capocchia quadrata.

Provenienza: MAI EDIFICIO 2015 - Pola A

Datazione: VIII sec. a. C.

Collocazione: Museo archeologico dell’Istria, Pola, n.ro inv.: P-53676

Materiale : osso

Dimensioni: 6,2  x 1,3 x 0,4 cm

Peso: 2,9 g

8.Spillone di osso con capocchia pentagonale.

Provenienza: MAI EDIFICIO 2015 - Pola

Datazione: VIII sec. a. C.

Collocazione: Museo archeologico dell’Istria, Pola, n.ro inv.: P-53677

Materiale: osso

Dimensioni: 11,18 x 1,9 x 0,28 cm

Peso: 4 g

9. Spillone di osso a forma di remo.

Provenienza: MAI EDIFICIO 2015 - Pola

Datazione: VIII sec. a. C.

Collocazione: Museo archeologico dell’Istria, Pola, n.ro inv.: P-53678

Materiale : osso

Dimensioni: 7,73 x 1,17 x 0,6 cm

Peso: 3 g

10. Aghi di osso.

Provenienza: MAI EDIFICIO 2015 - Pola

Datazione: età del rame- età del ferro

Collocazione: Museo archeologico dell’Istria, Pola, n.ro inv.: P-53679, P-53680, P-53681  

Materiale: osso

Dimensioni: (1) 6,95 x 0,33 cm (2) 5,6 cm x 0,37 cm (3) 5,48 x 0,45 cm

Peso: (1) 1 g, (2) 1,28g, (3) 1,36 g

11. Fusaiola di ceramica scanalata.

Provenienza: MAI EDIFICIO 2015 - Pola 

Datazione: età del ferro

Collocazione: Museo archeologico dell’Istria, Pola, n.ro inv.: P-53682

Materiale: ceramica

Dimensioni: altezza 2,52 cm, diametro 4,35 cm

Peso: 31g

12. Fusaiola di ceramica scanalata.

Provenienza: MAI EDIFICIO 2015 - Pola

Datazione: età del ferro

Collocazione: Museo archeologico dell’Istria, Pola, n.ro inv.: P-53683  

Materiale: ceramica

Dimensioni: altezza 1,44 cm, diametro  2,96 cm

Peso: 6 g

13. Fusaiola di osso.

Provenienza: MAI EDIFICIO 2015 - Pola

Datazione: età del ferro

Collocazione: Museo archeologico dell’Istria, Pola, n.ro inv.:  P-53684

Materiale: osso

Dimensioni: altezza 1,33 cm, diametro 4,05 cm

Peso: 10 g

14. Fusaiola di ceramica.

Provenienza : MAI EDIFICIO 2015 - Pola A

Datazione: età del ferro

Collocazione: Museo archeologico dell’Istria, Pola, n.ro inv.: P-53686  

Materiale: ceramica

Dimensioni : altezza 2,28 cm, diametro 4,5 cm

Peso: 26 g

15. Fusaiola di ceramica.

Provenienza: MAI EDIFICIO 2015 - Pola

Datazione: età del ferro

Collocazione: Museo archeologico dell’Istria, Pola, n.ro inv.: P-53687  

Materiale: ceramica

Dimensioni: altezza 1,44 cm, diametro 3,58 cm

Peso: 9 g

16. Ago di bronzo.

Provenienza : MAI EDIFICIO 2015 - Pola

Datazione: età del ferro

Collocazione: Museo archeologico dell’Istria, Pola, n.ro inv.: P-53688  

Materiale: bronzo

Dimensioni: 7,4 x 0,4 x 0,22 cm

Peso: 2 g

17. Perlina di vetro azzurro.

Provenienza: MAI EDIFICIO 2015 - Pola

Datazione: età del ferro

Collocazione: Museo archeologico dell’Istria, Pola, n.ro inv.: P-53685

Materiale: vetro

Dimensioni: altezza 1 cm, diametro 1,36 cm

Peso: 0,28 g

BIBLIOGRAFIA:

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IL SEGRETO DEI FILI: dai primordi all’età romana 

Mostra: Via Carrara 4, Pola,  Una finestra sul passato 13.04. - 16.05.2017.

Autrice della mostra e del testo: Maja Čuka

Organizzatore ed Editore: Museo archeologico dell’Istria: Museo archeologico dell’Istria

Rappresentante dell’Organizzatore e dell’Editore: Darko Komšo

Redazione: Darko Komšo, Adriana Gri Štorga, Katarina Zenzerović

Autore dell’allestimento, veste grafica: Vjeran Juhas

Autrice delle fotografie: Tanja Draškić Savić

Allestimento tecnico della mostra: Andrea Sardoz

Traduzione italiana: Elis Barbalich-Geromella

Traduzione inglese: Neven Ferenčić

Correzione dei testi: Adriana Gri Štorga, Milena Špigić, Katarina Zenzerović

Stampa: MPS Pula

Tiratura: 700

Pola, 2017.

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