I vasi–colatoi di ceramica nella preistoria dell'Istria

 

disegno di: R. Zlatunić.

 

 

Durante le ricerche effettuate nel 2006 e 2007 nell’area di San Michele, castelliere dell’età del bronzo presso Valle, nel materiale ceramico del sito sono stati riscontrati 10 frammenti appartenenti a parti di vasi-colatoi imbutiformi o conici.Per la maggior parte di detti frammenti non è possibile specificare a quale parte del corpo ceramico dei vasi-colatoi appartenessero. Solo su tre risultano piccoli pezzi di orlo. Peraltro la datazione dei frammenti in parola va presa con riserva in quanto compaiono dal primo neolitico alla fine dell’eneolitico. Ciò è particolarmente evidente nel giacimento di San Michele causa l’accertato rimescolamento stratigrafico dovuto a fenomeni naturali, ma anche all’influenza dell’uomo nel corso dell’edificazione, nell’età del bronzo, dell’insediamento (castelliere).

 

 

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I reperti di vasi-colatoi ceramici nei territori dell’Istria, del Quarnero, dalla Dalmazia e della Slavonia

 

Oltre ai frammenti suddetti recuperati in zona San Michele-Valle, analoghi tipi di colatoio si incontrano nell’Istria settentrionale e nord-orientale, nei siti di Pupićina peć, Laganisi e Jačmica.Nel settore occidentale dell'Istria, nel sito di Zambrattia, sono stati accertati quattro frammenti appartenenti a due colatoi di forma conica e a uno dello stesso tipo ma di forma indeterminata, nonché due frammenti attribuiti a un vaso-colatoio di forma semisferica. Anche nel territorio del castelliere di Leme sono stati documentati alcuni frammenti ceramici di colatoio. Al di fuori della penisola istriana reperti del genere sono accertati ancora nel territorio del Quarnero nella grotta detta Vaganička pećina, in Dalmazia (Danilo-Bitinj), negli strati della cultura di Lesina e di Nakovan del Pokrovnik e della Vela spila. Negli strati neolitici del sito Danilo-Bitinj compaiono frammenti che probabilmenteappartengono a vasi-colatoi imbutiformi o conici, come pure frammenti di fondi ai cui margini sono praticati piccoli fori, sicché supponiamo che qui si tratti di recipienti-colatoi di forma semisferica. Peraltro analoghi colatoi ceramici neolitici, imbutiformi o conici e semisferici, compaiono pure in alcuni siti neolitici della Slavonia orientale e della Serbia.Per quel che attiene agli esemplari di colatoio rinvenuti a San Michele, dato il problema degli strati culturali rimescolati, supponiamo che la loro comparsa risalga verosimilmente all’epoca neolitica e che rimanessero in uso fino al termine dell’eneolitico.

 

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I vasi-colatoi di ceramica facevano probabilmente parte di recipienti più grandi usati per la lavorazione del latte o per filtrare le bevande ottenute dalla macerazione e fermentazione di cereali o frutta.Un tanto è in parte confermato dalla ricostruzione di un recipiente di ceramica ( di epoca più recente) su cui si nota un frammento di colatoio conico che serviva per la lavorazione di latticini e che è esposto nel museo di Perugia.

 

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Ricostruzione di un recipiente di ceramica trovato nel sito Stazione della Montagna di Cetona, con sporgenze interne su cui poggia un colatoio di forma imbutiforme o conica, avente la funzione di impedire l'effusione del liquido che bolle (fermentazione) durante la lavorazione dei latticini. La ricostruzione è esposta nel museo di Perugia (Marović, 2002, 244, fig.3).

 

 

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Il formaggio più antico e la sua preparazione

 

I reperti archeozoologici indicano che nel medio e alto Adriatico l’economia delle comunità stanziali neolitiche, dedite all’agricoltura e alla pastorizia, si fondava in prevalenza su capre e pecore. Per la produzione di un chilo di formaggio servivano da sette a nove litri di latte fresco ovino, caprino o misto. Il formaggio veniva prodotto dopo la stagione della mungitura, che si iniziava alla fine della primavera e proseguiva per tutta l’estate. Il latte veniva conservato per un breve tempo in recipienti e ciotole di ceramica finché non incominciava a fermentare, allorché se ne ottenevano un liquido acquoso (il siero) e una massa coagulata (il formaggio). Poi il formaggio veniva trasferito in grandi otri di capra o di pecora. Nel corso dell’ulteriore stagionatura e fermentazione negli otri quell’antichissimo formaggio acquistava un gusto insolitamente acido o amaro e salato, la cui struttura somigliava all’odierna feta greca.

Ricostruzione della mungitura di pecore nel neolitico (disegno di R. Zlatunić, rifinito da I. Juričić).

 

 

Questo formaggio rappresentava una delle principali fonti di proteine per la popolazione neolitica adulta, ma anche per le successive comunità preistoriche dello spazio adriatico orientale. Il metodo caseario in parola viene tradizionalmente praticato ancora oggi nelle aree rurali dell’Erzegovina, della Zagora e della Lika.

 

 

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Formaggio prodotto nell'otre e suo aspetto

 

 

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Datazione del processo e dell’inizio della lavorazione dei latticini

 

Le analisi biomolecolari dei lipidi rimasti sui recipienti pervenutici dimostrano che nei territori dell’Asia sud-occidentale la produzione di latticini esisteva già attorno al 7000 a.C. e in quelli della Turchia centrale (Anatolia) attorno al 6500-5500 a. C. Risale alle culture del primo neolitico Starčevo-Criş e Köros, nell’Europa meridionale, il più antico uso di latticini (attorno al 5950-5500 a. C). Lungo la sponda orientale adriatica due sono le aree in cui sono dimostrate le più antiche tracce di produzione casearia, tracce ottenute tramite l’analisi dei rimasugli lipidici del latte su contenitori di ceramica. La prima è la Dalmazia con i siti di Danilo-Bitinj e Pokrovnik, datati all’epoca del primo neolitico e del medio neolitico (la cultura a impresso dell’Adriatico orientale e la cultura di Danilo), attorno al 5700-5200 a. C. ; la seconda area è la Slovenia (Vlaška kultura), nel sito di Mala Triglavca, datata attorno al 5527-5467 a.C.


Questi i tipi di recipiente rinvenuti nei siti di Danilo-Bitinj e Pokrovnik sui quali sono stati constatati resti lipidici:

  • piccoli recipienti del primo neolitico decorati a impresso con linee a zigzag; diametro dell’apertura <5 cm,
  • recipienti della cutura di Danilo del medio neolitico: figuline, ciotole, rhyton e colatoi conici perforati. I rhyton, boccali cultuali, vengono talvolta associati al culto della fecondità e talvolta anche alla produzione di latte e formaggio.

I risultati dell’analisi del DNA delle ossa di adulti dell’epoca neolitica, trovate nello spazio adriatico orientale, indicano la presenza di intolleranza al lattosio, lo zucchero del latte. Nei prodotti caseari fermentati, come il formaggio, la quantità di lattosio era molto bassa, sicché le persone adulte potevano consumare detti prodotti regolarmente, conservarli e trasportarli con facilità anche a lunghe distanze.

 

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Conclusione

I colatoi di ceramica, che facevano parte dell’inventario per la produzione di latte e formaggio, nonché per il filtraggio di bevande varie ottenute dalla fermentazione e macerazione di frutta e cerali, compaiono in Dalmazia già nel primo neolitico, mentre in territorio istriano il loro uso perdura in epoca neolitica ed eneolitica.

 

 

Catalogo

 

 

1. San Michele–Valle 2006; Settore I; Saggio I; Quadrante C2, Strato IIIa; profondità:0,75 m.
Vaso-colatoio di ceramica, frammento del bordo e del corpo; AMI/MAI-Pola;
N.ro in v. P-31950
Altezza: 2,3 cm; larghezza: 2,9 cm; spessore dell'orlo: 0,9 cm; spessore del corpo: 0,7 cm; peso: 4,07 g.
Il frammento dell'orlo e del corpo del vaso-colatoio per il latte è lavorato a mano.

 

 

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2. San Michele-Valle 2006; Settore I; Saggio I; Quadrante A1, Strato IIIa; profondità: 0,75 m.
Vaso-colatoio di ceramica, frammento dell'orlo e del corpo; AMI/MAI-Pola;
N.ro inv. P-31952
Altezza: 4,8 cm; larghezza: 4 cm; spessore del corpo: 1,2 cm; spessore dell'orlo: 1,3 cm; peso: 17,3 g.
Il frammento dell'orlo e del corpo del vaso-colatoio per il latte è lavorato a mano.

 

 

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3. San Michele-Valle 2006; Settore I; Saggio I; Quadrante B2, Strato IIIa; profondità: 0,75 m.
Vaso-colatoio di ceramica, frammento di una parte indeterminata del corpo; AMI/MAI-Pola;
N.ro inv. P-31953
Altezza: 3,1 cm; larghezza: 3,7 cm; spessore del corpo: 0,8 cm; peso: 8,72 g.
Il frammento di una parte indeterminata del corpo di vaso–colatoio per il latte è lavorato a mano.

 

 

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4. San Michele-Valle 2006; Settore I; Saggio I; Quadrante B2, Strato III; profondità: 0,55 m.
Vaso-colatoio di ceramica, frammento di parte indeterminata del corpo; AMI/MAI-Pola;
N.ro inv. P-31954
Altezza: 2,1 cm; larghezza: 2,8 cm; spessore del corpo: 0,8 cm; peso: 3,71 g.
Il frammento di una parte indeterminata del corpo del vaso-colatoio per il latte è lavorato a mano.

 

 

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5. San Michele-Valle 2006; Settore I; Saggio I; Quadrante B2, Strato IIIa; profondita: 0,75 m
Vaso–colatoio di ceramica, frammento di una parte indeterminata del corpo; AMI/MAI-Pola;
N.ro inv. : P-31955
Altezza: 2 cm; larghezza: 1,5 cm; spessore del corpo: 0,8 cm; peso: 2,23 g.
Il frammento di una parte indeterminata del corpo del vaso-colatoio per il latte è lavorato a mano.

 

 

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6. Zambrattia 2008; ricerche subacquee; due frammenti uniti di vaso-colatoio.
N.ro inv.:PV-335P
Altezza: 9,05 c,m; spessore: 1,05 cm; diametro dell'apertura: 11,01 cm; peso: 161,92 g.
Il colatoio è di forma conica o a imbuto, con parte dell'orlo e del corpo conservata. Il corpo del colatoio è completamente bucherellato.Lavorato a mano.

 

 

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7. Zambrattia 2008; ricerche subacquee; due frammenti uniti di vaso-colatoio.
N.ro inv.: PV-363P
Altezza: 5,19 cm; larghezza 6,34 cm; spessore: 0,63 cm; peso: 37,95 g.
Il colatoio ha forma tubulare o tondeggiante, con parte dell'orlo e del corpo conservata. Corpo completamente bucherellato. Lavorato a mano.

 

 

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Bibliografia

 

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I vasi–colatoi di ceramica nella preistoria dell'Istria

Mostra

Via Carrara 4, Pola

Una finestra sul passato

4. 6. – 6. 8. 2019.

Autore della mostra e del testo:

Romuald Zlatunić

Organizzatore ed Editore:

Museo archeologico dell’Istria

Rappresentante dell’Organizzatore e dell’Editore :

Darko Komšo

 Redazione:

Darko Komšo, Adriana Gri Štorga, Katarina Zenzerović

 Autore dell’allestimento, veste grafica:

Vjeran Juhas

 Autori delle fotografie:

Maja Čuka, Vjeran Juhas, Ida Koncani Uhač, Romuald Zlatunić

Disegni:

Ivo Juričić, Romuald Zlatunić

Coordinatrice della mostra:

Monika Petrović

Traduzione italiana :

Elis Barbalich-Geromella

Traduzione inglese:

Neven Ferenčić

 Revisione del testo croato:

Dubravka Blaško

 Correzione dei testi:

Irena Buršić, Adriana Gri Štorga, Darko Komšo,
Milena Špigić, Katarina Zenzerović

Stampa: MPS Pula

Tiratura: 700

 Pola, 2019.

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