I ripostigli di ceramiche di Vela peć - il fenomeno dei ripostigli preistorici

I ripostigli rappresentano, assieme agli insediamenti e alle necropoli, un’importante categoria di reperti per l’archeologia preistorica. Si definiscono come un accumulo di oggetti ammassati intenzionalmente (un ripostiglio può essere costituito anche da un singolo reperto; in tal caso è difficile riscontrarvi l’intenzionalità), che non provengono da contesti funerari o insediativi, accumulo in cui detti oggetti vennero raccolti con l’intenzione di disseppellirli in futuro (ripostigli profani) o accumulo come atto simbolico, senza intenzione di riportarli alla luce in un secondo tempo (ripostigli sacri/ votivi). Quando si parla di oggetti depositati di solito è sottinteso che i ripostigli che li accolgono sono sepolti sotto terra, ma nel caso di quelli votivi gli oggetti possono essere stati ammucchiati anche in altro modo, ad esempio possono essere stati gettati in acqua. I ripostigli possono comprendere comuni manufatti, come utensili casalinghi di ceramica ma anche contenere oggetti di valore, quali spade, monili o finimenti equini. Possono essere tutti dello stesso tipo (ad es. falci di bronzo) o disparati, e il loro numero può arrivare a diverse migliaia in un singolo ripostiglio. I motivi di queste concentrazioni di manufatti possono essere i più svariati e talvolta difficilmente arguibili dall’odierna prospettiva; si ritiene comunque che spesso vennero sepolti per motivi di sicurezza, specie in tempi turbolenti durante i quali si registra infatti un loro aumento numerico, com’è confermato dai ripostigli di epoca antica e medievale e come si può supporre avvenisse pure in epoca preistorica. Alcuni autori propendono ad assegnare alla maggior parte dei ripostigli preistorici un significato simbolico nel senso di rituali o di offerte sacrificali di oggetti di particolare valore.

Tesoro di Villena, datazione: 1000 a.C.

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Tipi di ripostiglio

I ripostigli profani di solito si dividono in alcune categorie fondamentali, che sono: ripostigli artigianali, commerciali, personali e bottini predatori/tesori. È difficile distinguere i ripostigli artigianali da quelli commerciali, però di regola questi ultimi sono composti da oggetti nuovi destinati allo smercio. I ripostigli artigianali vengono generalmente rapportati alle età dei metalli, ma possono essere anche più antichi e comprendere sia materie prime che attrezzi e stampi per la lavorazione di manufatti nuovi. I più antichi ripostigli artigianali noti risalgono addirittura al paleolitico e si tratta di accumuli di nuclei litici e scansaruote, ovvero di materie prime destinate a ulteriore lavorazione. I ripostigli personali contengono meno manufatti,di solito svariati oggetti personali, seppelliti in genere per motivi di sicurezza.

Tutti i ripostigli, a parte quelli sacri/votivi, vennero interrati con l’intenzione di recuperarne gli oggetti un domani. Quelli votivi si differenziano anche in base al luogo in cui vennero nascosti: possono essere, ad esempio, semplicemente scavati nell’ambito di un abitato, ma spesso le ubicazioni prescelte furono caverne, profondi anfratti oppure gli oggetti da preservare vennero semplicemente gettati in acqua (laghi, fiumi, paludi). Talvolta si differenziano per le peculiarità degli oggetti contenuti, per la loro attinenza al consumo di bevande e cibo, e per la specificità del modo in cui vennero stipati o organizzati. A parte le offerte libatorie, ai ripostigli votivi talvolta si associa la distruzione rituale degli oggetti, che, prima di essere depositati, venivano rotti e deformati o bruciati. I ripostigli votivi più piccoli possono rappresentare delle offerte sacrificali di un singolo individuo, mentre quelli grandi con tanti oggetti disparati riflettono verosimilmente la prassi cultuale di un’intera comunità.

I ripostigli di ceramiche

Sovente i ripostigli di ceramiche vengono trascurati dalla letteratura specialistica, sia perché il materiale che contengono è meno interessante sia perché sussiste la difficoltà problematica di distinguerli dalle cosiddette fosse per i rifiuti. I ripostigli in parola sono noti sin dall’eneolitico, laddove la loro numerosità, come la numerosità dei ripostigli in genere, va aumentando nel corso dell’età del bronzo. Si distinguono i ripostigli di ceramiche formati da recipienti sotterrati interi, spesso rovesciati all’incontrario, da quelli che rivelano recipienti rotti intenzionalmente o solamente dei pezzi di recipienti, in qualche caso stipati secondo un certo ordine. Se escludiamo qualche ragione utilitaristica, come la sepoltura di corredi funebri, si può supporre che i recipienti di ceramica venissero interrati per motivi simbolici, senza che vi fosse un giorno l’intenzione di disseppellirli. I recipienti di ceramica sono di solito ritenuti resti di offerte sacrificali di cibo e bevande, ossia dei banchetti rituali, al termine dei quali era d’uopo sotterrarli. A suffragare quanto detto sono i resti di cibo e di ossa talvolta rinvenuti nei recipienti depositati.

 

Il ripostiglio di ceramiche di Vela peć (in situ)

 

Il ripostiglio di ceramiche di Vela peć

Un insieme definito come ripostiglio di ceramiche è stato scoperto in località Valle Grande (o delle Meraviglie/Vela draga), nelle vicinanze del villaggio di Vragna nell’Istria settentrionale, ai piedi del versante occidentale del Monte Maggiore. In uno strato archeologico datato alla media e tarda età del bronzo (dalla metà alla fine del II millennio a.C.) è stata scoperta una fossa nella quale erano concentrate ceramiche in gran numero, esattamente 384 frammenti, molto probabilmente ammassati tutti nello stesso momento e subito sotterrati. A parte la grande quantità di reperti per uno spazio così ridotto, quello che rende particolare quest’ammasso è il metodo con cui i frammenti, precedentemente frantumati, furono disposti, dato che si presentarono come appositamente stipati in senso orizzontale, uno sull’altro, in modo che il loro fondo fosse rivolto verso l’alto. I frammenti provengono da una quindicina di contenitori di cui alcuni sono stati in parte ricomposti e si tratta di tazze, boccali, scodelle e pentole. È presumibile che detti reperti fossero destinati a rimanere sepolti per sempre, che non si intendesse cioè dissotterrarli visto che la loro ulteriore fruibilità era minima, il che a sua volta indicherebbe che la loro occultazione avesse un significato più profondo, forse simbolico, legato ai riti comprendenti il consumo cultuale di cibi e bevande con il successivo seppellimento degli oggetti allo scopo usati, poiché a quel punto non avevano più una funzione mondana bensì sacrale. Le ragioni reali e il vero significato di codesti reperti archeologici non ci saranno mai completamente svelati né comprensibili dall’odierna prospettiva, e tuttavia rimangono a testimoniare un modulo comportamentale che era verosimilmente più frequente di quanto possiamo immaginare, e che è il rispecchiamento del mondo spirituale e delle credenze degli uomini di quell’epoca.

 

Il ripostiglio di ceramiche di Vela peć

 

 

Catalogo

 

1. Pentola di ceramica con due anse opposte a forma di linguetta, decorata a costole plastiche a forma d ferro di cavallo.

Luogo di conservazione: Museo archeologico dell'Istria, Pola

N.ro inv.: P-44636

Altezza: 22,5 cm, larghezza: 25 cm, diametro dell'orlo: 23 cm, diametro del fondo: 15 cm

2. Scodella di ceramica bassa e larga con due anse opposte, fondo all'interno decorato con tre scanalature concentriche.

Luogo di conservazione: Museo archeologico dell'Istria, Pola

N.ro inv.: P-44734

Altezza: 11,5 cm, diametro dell'orlo:44 cm, diametro del fondo: 12 cm

3. Scodella di ceramica su basso piede anulare con due anse opposte.

Luogo di conservazione: Museo archeologico dell'Istria, Pola

N.ro inv.: P-44735

Altezza: 10 cm, diametro dell'orlo: 25 cm, diametro del piede: 7,5 cm

4. Piccola tazza di ceramica decorata con tre linee incise.

Luogo di conservazione: Museo archeologico dell'Istria, Pola

N.ro inv.: P-44737

Altezza: 5 cm, diametro dell'orlo: 8,5 cm, diametro del fondo: 2,5 cm

5. Scodella fonda o boccale con ansa, ceramica.

Luogo di conservazione: Museo archeologico dell'Istria, Pola

N.ro inv.: P-44738

Altezza: 10 cm, diametro dell'orlo: 13,5 cm, diametro del fondo: 9 cm

6. Boccale di ceramica con ansa, decorato da tre bugnette circondate da linee concentriche incise e da tre linee incise che si estendono lungo la spalla e circondano l'ansa.

Luogo di conservazione: Museo archeologico dell'Istria, Pola

N.ro inv.: P-44739

Altezza: 11 cm, larghezza: 15 cm, diametro dell'orlo: 10 cm

 

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BIBLIOGRAFIA

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BEKIĆ, L. 2009. Jalkovec – Police, jama K 8 i ostali nalazi kulture polja sa žarama, Vjesnik Arheološkog muzeja u Zagrebu, 3. s. 42, 183–194.

FORENBAHER, S., RAJIĆ ŠIKANJIĆ, P., MIRACLE, P.T, 2006., Lončarija iz Vele peći kod Vranje (Istra), Histria archaeologica 37/2006, 5-46.

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VINSKI-GASPARINI, K. 1973. Kultura polja sa žarama u sjevernoj Hrvatskoj, Zadar.

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Il ripostiglio di ceramiche di Vela peć: il fenomeno dei ripostigli preistorici

Mostra

Via Carrara 4, Pola

Una finestra sul passato  31.7. – 30.9.2018.

Autrice della mostra e del testo: Nikolina Bencetić

Organizzatore ed Editore: Arheološki muzej Istre

Rappresentante dell’Organizzatore e dell’Editore: Darko Komšo

Redazione: Darko Komšo, Adriana Gri Štorga, Katarina Zenzerović

Autore dell’allestimento, veste grafica: Vjeran Juhas

Autrice delle fotografie: Tanja Draškić Savić

Coordinatrice della mostra: Monika Petrović

Traduzione italiana: Elis Barbalich-Geromella

Traduzione inglese: Neven Ferenčić

Correzione dei testi: Adriana Gri Štorga, Milena Špigić, Katarina Zenzerović

Stampa: MPS Pula

Tiratura: 700

Pola, 2018.

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