Fedeltà, docilità, umiltà... Il simbolismo animale sul vasellame di ceramica

Il materiale ceramico rappresenta un insieme significativo e spesso il più abbondante fra i reperti mobili che vengono trovati durante le ricerche archeologiche. Il repertorio di motivi decorativi, ricco e variegato, che abbellisce il vasellame dell’età moderna è spesso rivelatore delle mode, del modo di vivere, delle credenze e della cultura  della citata epoca. A influire su detti motivi decorativi furono in gran misura la pittura coeva, ma anche i manoscritti miniati, le xilografie e le acqueforti. Tutta la storia delle arti figurative rivela che l’uomo ha sempre subito il fascino dei motivi animalistici, che compaiono in tutte le forme espressive, pittura, affreschi, grafiche, scultura, come pure nell’artigianato artistico, in cui rientra anche la decorazione del vasellame ceramico. In questo senso, le manifestazioni più remote risalgono già alle pitture rupestri paleolitiche di Altamira e Lascaux.

L’uomo si è sempre servito degli animali per alimentarsi, per ricavarne indumenti e utilizzarli nei lavori quotidiani, il che ha contribuito a riservare loro un posto importante nelle varie mitologie e religioni. Le quali, a loro volta, hanno conferito agli animali un significato spirituale poi evolutosi in simbologia. Il materiale qui presentato consiste in un insieme  di stoviglie ceramiche con rivestimento vetroso e decorate con motivi animalistici, che si datano  al periodo che va dalla fine del XIV al XVIII secolo. Si tratta di vasellame da tavola invetriato o smaltato le cui decorazioni sono graffite  e/o dipinte. In alcuni esemplari si possono notare i resti dei treppiedi usati per la loro cottura.

Vincenzo da Castua, dettaglio dell’affresco L’Adorazione dei Magi, 1474, Madonna delle Lastre, Vermo 

LE AMATORIE

Dalla seconda metà del XV secolo il repertorio dei motivi ornamentali sui  recipienti si amplia. La novità dell’epoca sono le cosiddette amatorie, vasi ornati con motivi amorosi, che venivano offerti in dono in occasione di fidanzamenti e matrimoni e che gli innamorati si scambiavano come pegno d’amore. Il nome deriva dal latino ămātōrĭus nel significato di amatorio, innamorato. Gran parte dei recipienti qui esposti appartengono proprio a questo tipo.

I motivi delle amatorie erano simbologie alludenti all’amore e alle virtù. Sono frequenti le scene con figure sia umane sia zoomorfe, rappresentazioni di angeli, ma anche il motivo del cuore, esplicito riferimento all’amore. I busti femminili o maschili, privi di tratti individuali, sono talvolta accompagnati da nastri con nomi o scritte amorose,  come appunto "amore". Le più numerose sono comunque le raffigurazioni di persone o animali situati all’interno di giardini chiusi (hortus conclusus), rappresentanti il giardino dell’amore e delle delizie.

Gli animali raffigurati su detti vasi simboleggiano determinate virtù umane. I più ricorrenti sono: il cervo o il capriolo (nobiltà della stirpe, assennatezza), il cerbiatto (docilità, mansuetudine), la lepre o il coniglio (fertilità), il cane (fedeltà, benevolenza), la chiocciola (fecondità, pazienza), il montone (fertilità), il cavallo (fecondità, giovinezza, passione) e animali fantastici come il liocorno (purezza, illibatezza).

Raffaello, la Dama con il liocorno, 1505-1507, Galleria Borghese, Roma Scaricato da: https://commons.wikimedia.org/wiki/ Category:Dama_con_Liocorno?uselang=it#/media/ File:Lady_with_unicorn_by_Rafael_Santi.jpg (8.11.2017.)

LA SIMBOLOGIA  ANIMALE

GLI UCCELLI, per la loro capacità di volare incarnano il legame fra terra e cielo, sono i rappresentanti del mondo celeste ovvero spirituale. Nell’antico Egitto erano ritenuti simbolo dell’anima e nelle religioni del Vicino Oriente degli intermediari fra il  cielo e la terra, simbolismo poi accolto anche dall’arte cristiana. Le credenze celtiche assegnavano agli uccelli il ruolo di messaggeri o coadiutori degli dei, mentre nell’arte africana compaiono spesso come simbolo di fecondità.

IL CERVO / IL CAPRIOLO sono simboli di docilità e mansuetudine. Per le sue corna ramificate, che periodicamente si rinnovano,  il cervo è paragonato all’albero della vita ed è inoltre assurto a simbolo di fecondità e rinnovamento. Per il cristianesimo rappresenta la salvezza eterna; viene altresì associato ai fedeli devoti a Cristo. Le sue caratteristiche sono dedizione, perdono, purezza e religiosità. Il capriolo viene collegato alla velocità, mentre per la tradizione cristiana il suo sguardo penetrante rivela perspicacia.

LA LEPRE / IL CONIGLIO sono ritenuti animali lunari. Nelle varie mitologie, credenze e  tradizioni popolari sono i fedeli accompagnatori della dea dell’amore e di solito vengono simbolicamente associati  a lussuria e fertilità. Per i cristiani rappresentano inoltre la rinascita della vita, da cui deriva l’associazione della lepre alla primavera e alla Pasqua.

IL CANE, quale migliore amico dell’uomo, è stato elevato a simbolo di fedeltà, dedizione, spirito di sacrificio e nobiltà d’animo. In origine il suo principale ruolo mitico fu quello di psicopompo, ovvero di accompagnatore delle anime nell’oltretomba. Le tradizioni antiche collegano il cane a fedeltà, saggezza e vigilanza; invece nel medio evo gli si assegnarono caratteristiche morali negative come avidità, ira, ingordigia e avarizia.

LA CHIOCCIOLA è un simbolo lunare.  Le sue antenne retrattili, che appaiono e scompaiono, vengono connesse alle fasi lunari, ovvero rimandano alla morte e alla rinascita. La spirale, il suo segno distintivo, viene collegata alle fasi della luna nel senso simbolico di movimento continuo. Per il cristianesimo è parificata a indolenza e peccaminosità, mentre a livello di simbolismo universale è associata a fertilità, pazienza, perseveranza, prudenza e costanza.

IL PESCE, simbolo dell’acqua, di vita e fecondità, viene perciō collegato alla nascita e alla circolarità del rinnovamento. Per il cristianesimo rappresenta il Cristo poiché le cinque lettere che formano la parola greca ikhthýs (pesce) ne creano il monogramma con le lettere iniziali delle parole greche: Iēsoûs Khristós Theoû Hyiòs Sōtḗr (Gesù Cristo, Figlio di Dio, Salvatore). Rappresenta l’eucaristia e spesso è collocato accanto al pane. È uno dei primi simboli del battesimo. 

IL LEONE, simbolo di forza, fierezza e coraggio, rappresenta potere e autorità, giustizia e immortalità. Per le credenze medievali il leone dormirebbe con gli occhi aperti, il che lo rende simbolo di vigilanza. Per il cristianesimo è collegato alla resurrezione e a Cristo come signore della vita.

Il leone alato è l’insegna dell’evangelista Marco, protettore di Venezia e simbolo della Serenissima Repubblica. Di solito viene raffigurato di profilo, con il libro su cui scorre la scritta Pax tibi Marce, evangelista meus (Pace a te, Marco, mio evangelista).

Leone di S. Marco, luogo di ritrovamento ignoto, fine del XV sec., Museo archeologico dell’Istria, Pola 

 

CATALOGO

 

1. Frammenti vari di piatto su piede ad anello. Ceramica arancione; ingobbio (strato di argilla bianca) e vetrina su ambo i lati. Decorazione graffita e dipinta. Raffigurazione di uccello su ramo circondato da motivo vegetale stilizzato. Colori: giallo-marrone, verde, azzurro. Ricostruzione. N.ro inv.: AMI-S-10584 Luogo di ritrovamento: Pola, Clivo S. Francesco Dimensioni: altezza: 5,4 cm, diametro tesa: 21,6 cm, diametro piede: 8 cm Datazione: ultimo quarto del XVI sec., inizio XVII sec.

2. Frammenti  vari di boccale. Ceramica ocra; smalto bianco su ambo i lati. Decorazione dipinta raffigurante un uccello attorniato da motivi vegetali. Colori: azzurro, giallo, arancione, marrone, verde. Ricostruzione. N.ro inv.: AMI-S-10515 Luogo di ritrovamento: Pola, Clivo S. Francesco Dimensioni: altezza: 21,2 cm, diametro fondo: 8,6 cm, larghezza ansa: 3 cm Datazione: XVII-XVIII sec.

3. Frammento di grande piatto su piede ad anello. Ceramica arancione; ingobbio e vetrina all’interno. Decorazione graffita e dipinta. Nel medaglione centrale, all’interno di un hortus conclusus con albero dalla chioma fiorita, è rappresentato un capriolo giacente. Sfondo punteggiato, con due fiori. Colori: giallo-marrone, verde, azzurro, violetto. N.ro inv.: AMI-S-11585 Luogo di ritrovamento: Pola, Clivo S. Francesco Dimensioni: altezza: 4,2 cm, diametro piede: 9,8 cm Datazione: prima metà del XVI sec.

4. Frammenti di ciotola su piede ad anello. Ceramica arancione; ingobbio e vetrina su ambo i lati. Decorazione graffita e dipinta. Raffigurazione di cerbiatto o lepre su sfondo punteggiato. Colori: giallo-marrone, verde. N.ro inv.: AMI-S-11245 Luogo di ritrovamento: Pola, Clivo S. Francesco Dimensioni: altezza: 3,5 cm, diametro piede: 5,5 cm Datazione: inizio XVI sec.

5. Frammento di ciotola su piede ad anello. Ceramica arancione; ingobbio e vetrina su ambo i lati. Decorazione graffita e dipinta. Nel medaglione centrale è raffigurata una lepre, mentre sullo sfondo si distingue un motivo floreale. Tracce di decorazione anche all’esterno. Colori: giallo-marrone, verde. N.ro inv.: AMI-S-11187 Luogo di ritrovamento: Pola, Clivo S. Francesco Dimensioni: altezza: 2,9 cm, diametro piede: 4,7 cm Datazione: prima metà del XVI sec.

 

 

6. Frammenti vari di piatto su piede ad anello. Ceramica ocra; smalto azzurro su ambo i lati. Decorazione dipinta. Raffigurazione di animale con collare, i cui contorni lasciano presumere trattarsi di un cane, mentre il resto della superficie è ricoperto da un ornamento vegetale. Sul lato esterno sequenza di archi acuti intrecciati. Colori: marrone, verde, giallo, azzurro. Ricostruzione. N.ro inv.: AMI-S-4947 Luogo di ritrovamento: Duecastelli presso Canfanaro Dimensioni: altezza: 4,9 cm, diametro tesa: 28,6 cm, diametro piede: 11 cm Datazione: fine XVI sec

7. Frammento di ciotola su piede ad anello. Ceramica ocra; ingobbio e vetrina su ambo i lati. Decorazione graffita e dipinta. Raffigurazione di chiocciola all’interno di un paesaggio stilizzato. Colori: verde, giallo-marrone. N.ro inv.: AMI-S-11031 Luogo di ritrovamento: Valbandon Dimensioni: altezza: 2,1 cm, diametro piede: 5,1 cm Datazione: ultimo quarto del XVI sec., inizio XVII sec.

8. Frammenti vari di bacino su piede ad anello. Ceramica arancione;  ingobbio sul lato interno e vetrina su ambedue i lati. Decorazione graffita e dipinta. Nella parte centrale rappresentazione di pesci stilizzati. Sulla tesa sequenza di linee ondulate. Colori: giallo-marrone, verde. Ricostruzione. N.ro inv.: AMI-S-10587 Luogo di ritrovamento: Pola, Clivo S. Francesco Dimensioni: altezza: 8 cm, diametro tesa: 24 cm, diametro piede: 7 cm Datazione: fine XIV sec., XV sec. 

 

9. Frammento del corpo di un boccale. Ceramica ocra; smalto bianco su ambo i lati. Decorazione dipinta. Raffigurazione del leone di S. Marco di cui si sono conservate la testa con l’aureola, l’ala destra e parte del corpo con la coda. Colori: arancione, giallo, azzurro, verde. N.ro inv.: AMI-S-13849 Luogo di ritrovamento: Pola, Clivo S. Francesco Dimensioni: altezza: 6,5 cm, larghezza: 8,2 cm Datazione: seconda metà del XVI sec.

10. Frammenti del corpo di un boccale. Ceramica ocra; smalto bianco su ambo i lati. Decorazione dipinta. All’interno di un medaglione circondato dal motivo della scaletta è rappresentato il leone di S. Marco con l’aureola attorno alla testa e l’ala destra parzialmente conservata. Colori: azzurro, verde. N.ro inv.: AMI-S-12582 Luogo di ritrovamento: Pola, Clivo S. Francesco Dimensioni: altezza: 5,5 cm, larghezza: 6,9 cm Datazione: fine XV sec., inizio XVI sec.

 BIBLIOGRAFIA 

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VISKOVIĆ, N. 2009. Kulturna zoologija. Što je životinja čovjeku i što je čovjek životinji. Naklada Jesenski i Turk. Zagreb.

Fedeltà, docilità, umiltà... Il simbolismo animale sul vasellame di ceramica 

 Mostra  Via Carrara 4, Pola 

 Una finestra sul passato   26.1. -  26.3.2018.

 Autrice della mostra e del testo  : Aleksandra Mahić

 Organizzatore ed Editore: Arheološki muzej Istre 

 Rappresentante dell’Organizzatore e dell’Editore : Darko Komšo

 Redazione: Darko Komšo, Adriana Gri Štorga, Katarina Zenzerović

Autore dell’allestimento, veste grafica: Vjeran Juhas

 Autori delle fotografie : Aleksandra Mahić, Alfio Klarić

 Disegni : Ivo Juričić

Allestimento tecnico della mostra : Monika Petrović

Traduzione italiana: Elis Barbalich-Geromella

  Correzione dei testi: Neven Ferenčić

  Correzione dei testi: Adriana Gri Štorga, Milena Špigić, Katarina Zenzerović, Irena Buršić

 Stampa: MPS Pula

 Tiratura: 700

Pola, 2018.

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