Collezione di archeologia subacquea

All'inizio del 2015 in seno al Museo archeologico dell'Istria (MAI) è stata fondata la Collezione di archeologia subacquea. Vi vengono trattati e conservati oggetti archeologici legati alle attività marittime e nautiche e reperti  che, in seguito a determinate influenze geomorfologiche e idrologiche  del passato, sono stati sommersi ovvero sono rimasti sotto il livello del mare o quello delle acque interne nel territorio della Regione istriana. Il fondo della Collezione comprende reperti mobili di ceramica, vetro, osso, pietra, legno e pelle, datati al periodo che va dalla preistoria all'età moderna e provenienti da giacimenti archeologici situati nell'area della Regione istriana.  

La storia della prima ricerca archeologica subacquea in Istria ci riporta al 1963, allorché nei fondali di Punta Salvore vennero esplorati i relitti di un'imbarcazione naufragata nel I secolo a. C. con un carico di circa 200 anfore ( oggi esposte nei sotterranei dell'anfiteatro nell'ambito della mostra „La viticoltura e l'ulivicoltura dell'Istria nell'antichità“) .

Verso la metà degli anni Sessanta del XX secolo, dopo che l'archeologia subacquea e le immersioni autonome erano andate gradatamente sviluppandosi lungo l'Adriatico, vennero abilitati i primi sub in grado di partecipare ad operazioni archeologiche organizzate nell'esplorazione marittima. Da parte del Museo archeologico dell'Istria  a coordinare e sovrintendere a quelle operazioni venne designato Štefan Mlakar, conservatore responsabile della Collezione antica. Nel 1965 egli creò un team di archeosub con i sommozzatori del Centro per le attività subacquee „Pula“ (CPA-Pula), cui già nel 1966 si unirono i sub del Club polese per le attività subacquee „Uljanik“ (KPA Uljanik). Alle esplorazioni parteciparono pure i sommozzatori della marina da guerra. Le campagne di ricerca vennero finanziate dall'allora Istituto repubblicano per la tutela dei monumenti culturali di Zagabria che si prefiggeva di raccogliere i dati necessari all'elaborazione di una mappa dei siti archeologici nell'Adriatico.

Nel 2007 si registra da parte del Museo una ripresa dell'attività nel campo dell'archeologia subacquea. Vennero effettuati quell'anno interventi di conservazione a una villa marittima romana presso Pomer, che compresero pure ricerche interessanti il suo molo sommerso. Da allora il MAI ha dato l'avvio ad attività onnicomprensive inerenti alla tutela, esplorazione  e raccolta dati riguardanti il patrimonio sommerso dell'Istria.

 

Lucerna romana del 1. secolo, il sito del molo romano in Pomer. 

 

Risale al 2011 l'inizio della collaborazione internazionale del Museo archeologico dell'Istria con le università del Salento e di Trieste, e nella fattispecie nelle ricerche archeologiche sottomarine nel porto romano di Salvore. Le operazioni in parola si sono svolte dal 2011 al 2014.

 

Lo scavo del molo del porto romano in Salvore, 1. secolo.

 

A sud di Salvore, sui fondi marini di Zambrattia,  sono stati esplorati  resti risalenti a un periodo compreso fra la preistoria, l'antichità e il tardo medio evo. Sono stati scoperti avanzi di abitazioni preistoriche su palafitte del primo eneolitico e il relitto di una costruzione navale cucita risalente al periodo di transizione dall'età del bronzo a quella del ferro. La barca di Zambrattia rappresenta il più antico reperto  di manufatto navale realizzato con la tecnica del fasciame cucito, che si sia conservato nel bacino mediterraneo.

Al riguardo nel 2013 è stato promosso un progetto internazionale di studio sulla barca cucita preistorica di Zambrattia, frutto della collaborazione tra il Dipartimento per le opere di conservazione  di Pola- Direzione per la tutela dei beni culturali e il Centro francese Camille Jullian (CNRS, Università Aix-Marseille).

 

Lo scavo della barca preistorica del XII – X sec. a. C., Zambrattia (Umago)

 

Analisi della barca cucita preistorica di Zambrattia.

 

Nell'ambito della collaborazione croato-francese il MAI effettua pure ricerche sui relitti di due barche cucite di epoca romana rinvenute negli strati sedimentari dell'antico porto polese, mentre dal 2017 sono state inaugurate nuove esplorazioni riguardanti una nave tardo-antica naufragata presso Capo Promontore.

 

Lo scavo della nave tardoantica in Debeljak (Kamenjak)

 

Dal 2014 nell'ambito della Collezione di archeologia subacquea si provvede alla realizzazione di un progetto di tutela e ricerca dell'insediamento produttivo romano sommerso nelle acque di Biezzi, a Medolino.

 

Architettura databile al periodo romano, I. sec. a.C. – I. sec. d.C., Bijeca (Medolino)

 

Molto proficua è infine la collaborazione  degli addetti alla Collezione in parola  con i club e le associazioni dell'Unione subacquei della Regione istriana. 

 

Per informazioni, consultazioni e richieste rivolgersi a:

Dr Ida Koncani Uhač - curatrice superiore, responsabile della Collezione di archeologia subacquea

Tel. no.: 052/351-320

e-mail: ida.koncani-uhac(at)ami-pula.hr 

 

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